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La Sabina è una terra fertile, verde e ricca di monumenti,
di arte e dove ha avuto i natali lo storico Publio Terenzio
Varrone.
La sua notorietà principale è dovuta ad un fatto storico:
il famoso ratto delle Sabine da parte dei Romani, i quali
avevano sì bisogno di donne per popolare Roma, ma chi può
dire se le avessero adocchiate prima per le loro forme prosperose
e piene di salute?
E chissà se queste qualità non avessero proprio origine dai
cibi conditi con l'olio di quelle piante o dalle cure personali
con oli profumati? Per questo i Romani portarono via anche
gli orci pieni di polio di oliva.
La produzione dell'olio di oliva, col passare dei secoli,
ha avuto un incessante crescita grazie anche alla configurazione
collinare del territorio dove l'ulivo cresce molto bene e
produce frutti, non molto grandi, che danno un polio dorato
con profumo intenso e sapore delicatamente fruttato.
Armonico, quindi, un olio extravergine DOP (denominazione
di origine protetta) e DOC (denominazione di origine controllata)
ottenuto dalla spremitura di tre principali qualità di olive:
frantoio, leccino e carboncella.
Sia per la particolare conformità del terreno che per la situazione
geografica, il territorio è particolarmente indicato per la
coltivazioe dll'ulivo e quindi per la produzione dell'olioo
extravergine di oliva DOC e DOP.
La superficie olivicola della Sabina Reatina è di circa 11.000
ettari, dove vengono coltivati 1.400.000 piante di ulivo che
hanno podotto negli ultimi cinque anni circa 35.000 quintali
di olio, pari ad una resa del 19,6%.
L'olio prodotto trae origine direttamente dagli antichi Sabini,
e gli uliveti di produzione sono situati nel territorio del
comune di Vacone.
Tale territorio si estende per altri 32 comuni limitrofi compresi
tra i Monti Sabini e il fiume Tevere nella provincia di Rieti.
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